
La sindrome del tunnel carpale è una patologia che coinvolge la zona del tunnel carpale, ossia un canale ristretto, situato nella zona del polso in cui passano il nervo mediano ed i tendini dei muscoli flessori delle dita. Un’irritazione ripetuta nel tempo e lo schiacciamento successivo del nervo sono all’origine di questa sindrome.
CAUSE
La compressione e l’irritazione del nervo mediano può dipendere da molteplici fattori, tra i più importanti ricordiamo:
- infiammazione delle guaine tendinee dei muscoli flessori (tenosiviti), dovuta ad un’eccessiva attività stressante ripetuta nel tempo (pianisti, impiegati al pc, operai, sarte, etc).
- patologie sistemiche quali diabete mellito, ipotiroidismo, insufficienza renale.
- esiti di fratture del polso o al carpo con deformità osteoarticolare residua.
- predisposizione ereditaria alla sindrome.
- fattori ormonali che durante la gravidanza o in meno pausa causano ritenzione idrica per un disequilibrio del rapporto tra progesterone ed estrogeni.
SINTOMI
Sono costituiti da formicolio o sensazione di bruciore alle prime 3-4 dita della mano, spesso soltanto al 3° e 4° dito. Il dolore si estende all’avambraccio, talora al braccio e più raramente alla spalla. Il formicolio si presenta più accentuato alla notte tanto da risvegliare il paziente e costringerlo a ricercare una posizione comoda per ridurre il fastidio. Negli stati più avanzati la perdita di sensibilità ed il dolore compaiono anche di giorno svolgendo semplici attività quotidiane come: guidare l’automobile, leggere un giornale o eseguendo attività lavorative che richiedono movimenti ripetuti di prensione. I pazienti, a volte, possono notare una riduzione della forza con difficoltà ad afferrare alcuni oggetti che possono cadere improvvisamente dalle mani. I pazienti possono notare anche una perdita della muscolatura alla base del pollice (atrofia tenare). I sintomi possono essere presenti in entrambe le mani ma solitamente sono peggiori da un lato.
DIAGNOSI
E’ compito del medico specializzato in neurologia diagnosticare e valutare sulla base della storia clinica e di un esame elettromiografico (EMG)la presenza dell’eventuale patologia. E’ auspicabile e utile anche l’esame elettroneurografico (ENG)che permette di valutare la velocità sensitiva e motoria, la latenza e l’ampiezza delle risposte sensitive e motorie del nervo sollecitate dalla scossa elettrica.
ESAME OBIETTIVO
L’esame obiettivo neurologico valuta la forza ed i riflessi osteotendinei grazie a due semplici test:
- Test di TINEL: grazie all’uso di un martellino posizionato sopra il tunnel carpale, il paziente dovrebbe percepire una scossa nel territorio di innervazione del nervo mediano.
- Test di PHALEN: si posizionano i palmi delle mani uno davanti all’altro, polsi e gomiti flessi a 90° e si mantiene la posizione per qualche minuto. I pazienti dovrebbero avvertire l’insorgenza di formicolii e dolore.
TRATTAMENTO E PREVENZIONE
La sintomatologia, soprattutto negli stati iniziali, può essere risolta senza ricorrere all’intervento chirurgico. L’identificazione ed il trattamento medico attraverso l’uso di antiinfiammatori, corticosteroidi ed il cambiamento di una gestualità lavorativa sono tutte procedure volte a ridurre la pressione sul nervo mediano. L’utilizzo della polsiera armata anche di notte può a volte risolvere il formicolio che disturba il sonno. Il trattamento conservativo poi prevede una serie di terapie manuali praticate dal terapista e di esercizi terapeutici attuati dal paziente che mirano al recupero della funzionalità dell’arto colpito. Esempi di esercizi comprendono la manipolazione di oggetti diversi per riconoscere forma, spessore e consistenza. Questi esercizi richiedono al paziente sia uno sforzo muscolare/articolare che un compito cognitivo (percezione, sensibilità, riconoscimento e memoria). Se i sintomi durano per più di 6 mesi, generalmente viene consigliato l’intervento chirurgico che consiste nel togliere la fascia di tessuti intorno al polso per ridurre la compressione sul nervo mediano. I pazienti, dopo l’intervento, dovranno sottoporsi a sedute fisioterapiche per recuperare la forza del polso e della mano. Le recidive sono rare e la maggior parte dei pazienti si riprende completamente.